Dietro ogni bottiglia di vino c’e una storia del produttore di vino

Tenuta di Sesta

Tenuta di Sesta: storia, territorio e identità nel sud di Montalcino

 

Dalle proprietà dei Tolomei alla famiglia Ciacci: continuità e trasformazione nel cuore della Val d’Orcia

 

È la passione a guidare ogni azienda vitivinicola: passione per la natura, per la terra e per il vino.

Ma la storia di una cantina non può essere separata da quella del luogo in cui nasce—una storia che spesso affonda le radici nel Medioevo.

 

I secoli passano, le proprietà cambiano, ma la terra resta. Silenziosa, in attesa del momento giusto.

 

Origini storiche: la famiglia Tolomei

 

La storia della Tenuta di Sesta si inserisce in un contesto più ampio, legato alla famiglia Tolomei, una delle più antiche e influenti casate nobiliari di Siena.

 

I Tolomei possedevano vaste proprietà tra Montalcino e la Val d’Orcia, in particolare lungo il fiume Orcia. Parte di questi territori è oggi confluita in aziende storiche del territorio, tra cui Argiano, Poggio alle Mura (oggi Castello Banfi) e Col d’Orcia.

 

Il passaggio alla famiglia Ciacci

 

Intorno alla metà del XIX secolo, parte delle terre dei Tolomei passò alla famiglia Ciacci, originaria di Castelnuovo dell’Abate.

 

Felice e Giovanni Ciacci iniziarono a lavorare alla Tenuta di Sesta, mentre Dino Ciacci acquistava il podere Mocali dal Conte di Argiano. Dino fu tra i fondatori del Consorzio del Brunello di Montalcino, contribuendo alla definizione dell’identità del territorio.

Nel corso del tempo, la famiglia Ciacci ha dato origine a diverse realtà nel sud di Montalcino. L’attuale configurazione della Tenuta di Sesta risale al 1995, anno della divisione tra Giovanni e Giovanna Ciacci, figli di Giuseppe Ciacci.

 

Dalla mezzadria alla nascita del Brunello moderno

 

La storia della tenuta riflette una trasformazione più ampia del territorio montalcinese.

 

Negli anni Sessanta, con la fine del sistema di mezzadria, molte terre passarono nelle mani di chi le lavorava. Questo cambiamento segnò la nascita di una nuova generazione di produttori, che affiancarono le famiglie storiche nello sviluppo del Brunello.

 

La Tenuta di Sesta è una delle 12 aziende che nel 1966 contribuirono alla nascita della DOC Brunello di Montalcino. Nell’archivio aziendale è conservata una delle prime bottiglie prodotte.

 

Oggi la tenuta è guidata da Giovanni Ciacci insieme ai figli Andrea e Francesca.

 

Il terroir: un mosaico di suoli e microclimi

 

I vigneti si estendono sul versante sud di Montalcino, tra l’Abbazia di Sant’Antimo e il fiume Orcia, per una superficie di circa 30 ettari.

 

I suoli, di origine eocenica, presentano una matrice prevalentemente sassosa, con presenza di galestro e palombino. La variabilità pedologica, anche su brevi distanze, determina un mosaico di micro-terroir che richiede una gestione agronomica differenziata.

La vicinanza al Monte Amiata protegge l’area dalle perturbazioni più intense, mentre le brezze provenienti dalla costa maremmana contribuiscono a mitigare le temperature estive, favorendo la conservazione dell’acidità e del profilo aromatico delle uve.

 

Vigneti e gestione agronomica

 

Le principali parcelle aziendali includono:

 

  • Sesta, la vigna più vecchia, caratterizzata da equilibrio e struttura
  • Pian di Sesta, che contribuisce al profilo fruttato
  • Duelecci, cru aziendale suddiviso in due versanti distinti
  • Costa di Monte, situata a maggiore altitudine, da cui derivano vini più eleganti e floreali
  • Vigna di Sotto, destinata al Rosso di Montalcino

 

La densità d’impianto è di circa 5.000 ceppi per ettaro, con allevamento a cordone speronato.

La vendemmia viene effettuata separando le uve per parcella, in base al grado di maturazione.

 

Vinificazione e stile produttivo

 

La fermentazione avviene in acciaio inox a temperatura controllata.

L’affinamento si svolge principalmente in botti grandi di rovere di Slavonia (circa 30 hl) per un periodo di 30–36 mesi.

 

La struttura della cantina consente il trasferimento del vino per gravità, riducendo al minimo lo stress meccanico.

 

L’approccio produttivo integra conoscenze agronomiche moderne con una chiara scelta stilistica orientata alla tradizione.

Una scelta varietale distintiva

 

Tra gli elementi distintivi della tenuta, la coltivazione di Cabernet Franc al posto del più diffuso Cabernet Sauvignon.

 

Il Cabernet Franc apporta eleganza, freschezza e note speziate (pepe nero, liquirizia), integrandosi con il Sangiovese nel Poggio d’Arna Toscana IGT, insieme a Merlot.

 

Degustazione: Brunello di Montalcino 2012

 

Il Brunello di Montalcino 2012 si presenta con un colore rosso rubino profondo.

 

Al naso si distinguono note di amarena, prugna, sottobosco, funghi, tabacco ed erbe aromatiche, con sfumature balsamiche e richiami al rosmarino.

Al palato è caldo, equilibrato, con tannini vellutati e una buona struttura.

 

L’annata 2012, caratterizzata da condizioni calde e siccitose, è considerata di alto livello qualitativo, capace di generare vini longevi e strutturati.

 

I vini della Tenuta di Sesta si presentano spesso inizialmente austeri, per poi evolvere nel tempo verso una maggiore complessità ed espressività.

 

Conclusione

 

La Tenuta di Sesta rappresenta un esempio significativo di continuità storica e coerenza stilistica nel panorama montalcinese.

 

Un equilibrio tra tradizione e conoscenza tecnica, in cui il terroir resta il principale interprete.