Dietro ogni bottiglia di vino c’e una storia del produttore di vino

Caparzo e Altesino

Una collina, due visioni: Caparzo e Altesino raccontano Montosoli

Dal cru storico di Altesino alla biodiversità dei vigneti Caparzo, il Brunello diventa identità.

 

Fondate entrambe negli anni ’70, Caparzo (1970) e Altesino (1975) rappresentano due realtà storiche di Montalcino, unite dalla proprietà di Elisabetta Gnudi Angelini (Caparzo dal 1998, Altesino dal 2002), ma profondamente diverse per filosofia produttiva e interpretazione del Brunello.

 

Altesino è celebre per aver introdotto a Montalcino il concetto di cru con il leggendario Montosoli (1975) e per l’uso pionieristico delle barrique.

Caparzo, invece, è conosciuta per il Brunello Vigna La Casa, simbolo di un approccio che unisce tradizione e innovazione.

 

Nonostante appartengano alla stessa proprietà, le due cantine restano completamente autonome, con stili enologici distinti.

 

La località Altesino: crocevia di storia e paesaggio

 

Entrambe sorgono nella suggestiva località Altesino, lungo il tracciato della Via Francigena, che per secoli ha collegato pellegrini e mercanti.

I palazzi storici delle famiglie Altesi e Tricerchi erano punti di riferimento lungo questo percorso medievale.

Il nome Caparzo deriva dall’antica denominazione “Cà Pazzo”, mentre Altesino prende il nome dalla nobile famiglia senese degli Altesi, da cui derivano anche Palazzo Altesi e la località stessa.

Due architetture, due identità

Caparzo è una tenuta moderna, caratterizzata da una cantina di architettura contemporanea, progettata con attenzione alla sostenibilità.

Il celebre corridoio d’arte regala una vista spettacolare sui diversi versanti vitati, fondendo paesaggio, vino e creatività.

 

Altesino è invece un palazzo del XV secolo, con cortile medievale e fontana centrale: un luogo silenzioso e raccolto, che conserva il fascino della nobiltà rurale toscana.

 

La bellezza della località Altesino resta impressa nella memoria come un paesaggio senza tempo.

 

I vigneti di Caparzo: biodiversità dei terroir

 

Caparzo possiede vigneti distribuiti in diverse zone vocate di Montalcino:

 

1.Vigna La Casa (Montosoli)

Suoli di galestro. Vini minerali e sapidi. Il nome deriva dal podere che ospitava i contadini del vicino Palazzo Montosoli.

 

2.Caparzo – versante Nord

 

Terreni di origine pliocenica, sabbioso-argillosi.

 

3.La Caduta – Sud-Ovest

 

Suolo scistico-arenaceo, ricco di scheletro. Dona freschezza e mineralità.

 

4.Il Cassero – Sud di Montalcino

 

Terreni sabbioso-pietrosi.

 

5.San Piero–Caselle – Sud-Est

 

Suoli sabbioso-argillosi con note di frutta matura.

La forza di Caparzo è la diversità dei terroir, che permette di interpretare ogni annata con grande flessibilità.

 

I vigneti di Altesino: il culto del cru

 

Altesino concentra la propria identità soprattutto sulla collina di Montosoli, considerata uno dei cru più prestigiosi della denominazione:

 

1.Montosoli (5 ha, Nord-Est)

Galestro e alberese. Eleganza, complessità e longevità.

 

2.Altesino

Intorno al Palazzo Altesi, esposizione sud.

 

3.Macina (Nord)

Suoli sedimentari argilloso-sabbiosi.

 

4.Cerbaia (Nord-Ovest)

Piccola parcella vicino a Montosoli.

 

5.Pianezzine (Sant’Angelo in Colle)

Zona sud, dona struttura.

 

6.Velona (Castelnuovo dell’Abate)

Sud-Est, maggiore concentrazione e maturità.

 

Terroir ed esposizione: Montosoli da due lati opposti

 

Entrambe le aziende operano nella zona di Montosoli, ma su versanti opposti della collina:

 

Caparzo: Sud e Sud-Ovest

 

Altesino: Nord e Nord-Est

Questa differenza genera profili aromatici profondamente diversi:

 

Caparzo → struttura e potenza

 

Altesino → eleganza e freschezza

 

Viticoltura e gestione del suolo

Caparzo

 

Approccio basato sulla biodiversità dei terroir

 

Inerbimento alternato e sovescio (favino e leguminose)

 

Densità: circa 5.000 ceppi/ha

Agricoltura integrata

 

Altesino

 

Gestione mirata delle singole parcelle (cru)

 

Inerbimento controllato e sovescio autunnale

 

Densità storica: 3.500–4.000 ceppi/ha

 

Forte attenzione alla vitalità del suolo e microclima ventilato di Montosoli.

 

Entrambe utilizzano prevalentemente il cordone speronato.

 

Vinificazione

 

Caparzo

 

Macerazione sulle bucce: 10–15 giorni

 

Stile più estrattivo

 

Altesino

 

Fermentazioni tradizionali a temperatura controllata

 

Preservazione delle note floreali

 

Affinamento

 

Altesino – eleganza

 

Botti grandi di rovere di Slavonia

 

Barrique dal 1979 (soprattutto per Palazzo Altesi, di secondo e terzo passaggio)

 

Caparzo – struttura

 

Botti da 30–80 hl (rovere francese e Slavonia)

 

Zone argillose → botti più nuove

 

Zone sabbiose → botti grandi usate

 

 

Caparzo: Brunello più strutturato, denso, terroso

 

Altesino: Brunello più fresco, elegante, vellutato

 

Due interpretazioni opposte della stessa collina, entrambe autentiche.

 

Conclusione

 

Caparzo e Altesino dimostrano come, anche sotto un’unica proprietà, possano convivere due filosofie distinte:

una orientata alla pluralità dei terroir, l’altra al culto del cru.

 

La collina di Montosoli, osservata da due lati diversi, diventa così un laboratorio naturale di stile, identità e memoria storica del Brunello di Montalcino.