Dietro ogni bottiglia di vino c’e una storia del produttore di vino

Famiglia Pacenti- gestione dei vigneti

La famiglia Pacenti: una radice, tre cantine, tre stili

Una famiglia, tre parenti, tre cantine diverse

 

 

 

Le differenze nella gestione dei vigneti tra le tre cantine riflettono approcci agronomici distinti, coerenti con la filosofia produttiva di ciascuna azienda: dal classicismo più rigoroso fino alla tecnologia d’avanguardia.

 

 

1. Canalicchio di Sopra – Il rigore scientifico al servizio del cru

 

La gestione dei vigneti di Canalicchio di Sopra si basa su un’approfondita zonazione scientifica.

Analisi del suolo, mappe di vigoria e studi chimici permettono di differenziare gli interventi tra i terreni argillosi del Canalicchio e quelli di galestro di Montosoli.

 

Le pratiche agronomiche – potatura, sfogliatura, gestione della chioma – sono personalizzate per ogni singola parcella, con l’obiettivo di esaltare l’espressione dei diversi cru.

 

Grande attenzione è riservata alla biodiversità e al mantenimento naturale del suolo, evitando forzature chimiche.

 

I fratelli Ripaccioli hanno scelto prevalentemente il sistema di allevamento Guyot, soprattutto a Montosoli.

 

Questo sistema, che prevede il rinnovo annuale del tralcio fruttifero, consente una gestione equilibrata della chioma, proteggendo i grappoli dal sole diretto. È oggi considerato uno dei sistemi più adatti a contrastare gli effetti del cambiamento climatico, favorendo vini più freschi e meno estratti.

In cantina vengono utilizzati acciaio e vasche di cemento tradizionale.

L’affinamento avviene separatamente per parcella: i vini provenienti dai terreni argillosi e quelli dal galestro non vengono assemblati subito, ma maturano in modo distinto.

Il risultato sono Brunello minerali, longevi, caratterizzati da una spiccata sapidità ed eleganza.

 

2. Franco Pacenti – Tradizione e rispetto dei ritmi naturali

 

La gestione dei vigneti dell’azienda Franco Pacenti segue una filosofia improntata alla tradizione e al rispetto dei cicli naturali, cercando di allevare le viti con il minor stress possibile.

 

La gestione della chioma è fondamentale per garantire una maturazione lenta e costante delle uve.

Tutte le operazioni in vigna vengono svolte rigorosamente a mano.

 

Il sistema di allevamento adottato è il Cordone Speronato Monolaterale, che permette di ottenere vini tipici del versante nord-est di Montalcino: Brunello di grande finezza ed eleganza.

In cantina la fermentazione avviene in vasche di acciaio, mentre l’affinamento si svolge esclusivamente in botti grandi tradizionali da 30 a 50 ettolitri.

La botte grande consente una maturazione lenta e graduale, grazie a una superficie di contatto ridotta rispetto al volume del vino.

Il risultato è un Brunello che mantiene la purezza aromatica del frutto, con le tipiche note di ciliegia e viola, espressione autentica del territorio.

 

3. Sirò Pacenti – Densità estrema e tecnologia moderna

 

Sirò Pacenti si distingue per un approccio fortemente innovativo, che unisce scelte agronomiche radicali a una tecnologia di cantina avanzata.

 

Il sistema di allevamento principale è il Cordone Speronato Bilaterale ad altissima densità (6.000–7.000 ceppi per ettaro).

 

La presenza di due bracci orizzontali favorisce una competizione radicale intensa, inducendo la pianta a produrre pochi grappoli per ceppo, ma con alta concentrazione di polifenoli e zuccheri.

Gli acini piccoli risultano ideali per l’affinamento in barrique.

 

Le vecchie vigne di Pelagrilli sono curate con estrema attenzione, con rese molto basse per mantenere aromi concentrati e complessità.

 

Accanto al cordone speronato, in alcuni nuovi impianti viene adottato anche l’alberello, una scelta dettata soprattutto dai cambiamenti climatici: questa forma crea un “ombrello naturale” che protegge i grappoli dal sole diretto, riducendo lo stress da calore.

A differenza delle altre due cantine, Sirò Pacenti lavora in due aree climaticamente opposte:

 

*Pelagrilli (nord): zona più fresca e argillosa

 

*Piancornello (sud): zona più calda e minerale

 

La vendemmia viene gestita con tempi differenziati per bilanciare acidità e potenza.

Un lungo lavoro di selezione clonale del Sangiovese ha portato all’individuazione delle varietà più adatte a ciascun terreno, con acini piccoli e bucce spesse.

 

In cantina la fermentazione avviene in una combinazione di acciaio inox e vasche di cemento moderno (a forma di tulipano o uovo), che garantiscono una fermentazione lenta e stabile, preservando la fragranza aromatica del Sangiovese.

 

L’affinamento prosegue in barrique di rovere francese, spesso nuove. Prima dell’imbottigliamento il vino viene nuovamente travasato in cemento per una decantazione naturale e un’armonizzazione finale senza ulteriore influenza del legno.

 

La tecnologia moderna scelta da Giancarlo Pacenti permette così di ottenere Brunello potenti grazie alla barrique, ma al tempo stesso puliti, vibranti ed espressivi grazie al cemento.

 

Conclusione

 

Tre cantine, tre visioni diverse, un unico grande interprete: il Sangiovese di Montalcino.

Dalla precisione scientifica di Canalicchio di Sopra, al rispetto rigoroso della tradizione di Franco Pacenti, fino alla ricerca tecnologica e agronomica di Sirò Pacenti, emerge un racconto fatto di scelte consapevoli, di equilibrio tra natura e mano dell’uomo.

 

Queste differenze non dividono, ma arricchiscono il territorio.

Ogni approccio contribuisce a costruire l’identità complessa e affascinante di Montalcino, dimostrando che non esiste un solo modo di fare Brunello, ma molte strade possibili per arrivare all’eccellenza.

 

In questo dialogo continuo tra passato e futuro, tra vigna e cantina, il vero protagonista resta sempre lo stesso: il tempo.

Ed è proprio il tempo che trasforma queste filosofie in vini capaci di raccontare, bottiglia dopo bottiglia, la storia viva di Montalcino.