Prié Blanc de Morgex et de La Salle – il vino che nasce dalla roccia e dal ghiaccio
A Morgex, in Valle d’Aosta, il terreno morenico di origine glaciale è uno degli elementi chiave di una viticoltura eroica unica al mondo.
Un mix di sabbia, ciottoli e roccia polverizzata garantisce un drenaggio eccellente, mentre la ricchezza minerale del suolo dona al vino la sua inconfondibile sapidità e mineralità.
I vigneti di Morgex e La Salle si trovano tra i 1.000 e i 1.200 metri di altitudine, rendendoli tra i più alti d’Europa.
Grazie all’altitudine estrema e alla tessitura sabbiosa e sassosa del terreno morenico, la fillossera non è riuscita a sopravvivere: per questo le viti sono coltivate a piede franco, senza l’intermediazione dell’innesto americano. Qui la pianta comunica direttamente con il suolo, in modo puro e originario.
Il clima non consente uno sviluppo verticale delle viti: il Prié Blanc viene allevato su pergole molto basse, per proteggere i grappoli dal vento e dal gelo invernale.
Il terreno sassoso accumula il calore durante il giorno e lo rilascia lentamente durante la notte, creando un microclima prezioso per la maturazione delle uve.
È in questo contesto estremo che nasce un vino noto per la sua freschezza citrina, le note minerali e un’acidità vibrante.
Blanc de Morgex et de La Salle 2020 – Piero Brunet
Piero Brunet gestisce piccoli appezzamenti (spesso oltre i 1.000 metri) con viti a piede franco che hanno decenni di storia.
La lavorazione è rigorosamente manuale.
La vinificazione e l’affinamento avvengono quasi esclusivamente in vasche di acciaio inox a temperatura controllata.
La fermentazione malolattica viene evitata per preservare l’acidità malica, responsabile della tipica sensazione di freschezza croccante e vibrante che caratterizza il Blanc de Morgex et de La Salle.
Il vino riposa per alcuni mesi sui propri lieviti fini (fecce nobili), una tecnica che dona un leggero volume e maggiore complessità al palato, bilanciando la verticalità citrina del vitigno.
Degustazione
Colore: paglierino molto scarico con riflessi verdolini.
Profumo: fiori bianchi, biancospino, sambuco, timo, mela verde.
Gusto: leggermente fruttato e citrino, con una spiccata sapidità e mineralità.
La freschezza e l’acidità vibrante disegnano un vino affilato, dritto, quasi rigido.
È un vino che mi evoca l’immagine della lama di una spada forgiata nella roccia, che brilla sotto il sole delle montagne.
Lo Spumante Metodo Classico “Stella dei Ghiacciai” mi ha conquistata ancora di più: una declinazione straordinaria del Prié Blanc, che esprime in bollicina tutta la purezza, la tensione e la verticalità di questo vitigno estremo.
Il Blanc de Morgex et de La Salle non è soltanto un vino di montagna: è l’espressione estrema di un territorio che ha imparato a convivere con il ghiaccio, il vento e la roccia.
Ogni sorso racconta una viticoltura antica, resistente e pura, dove la vite dialoga direttamente con il suolo senza mediazioni.
Un vino essenziale e luminoso, che non cerca compromessi ma verità: la verità delle Alpi, scolpita nella mineralità e nella freschezza.