Casanova di Neri: il coraggio della visione, la forza del terroir.
La storia di ogni azienda è unica, così come unico è il lavoro che vi si svolge e unici sono i vini che ne nascono.
Negli anni Sessanta, dopo l’abolizione del sistema della mezzadria, iniziò un periodo di grande trasformazione nell’agricoltura di Montalcino. I prezzi bassi dei vigneti, uniti al fascino di un territorio naturalmente vocato alla produzione di vino, attirarono nuovi acquirenti: i futuri produttori di Brunello. All’epoca il Brunello non era ancora riconosciuto come uno dei grandi vini rossi italiani, ma questi pionieri decisero di investire nei terreni di Montalcino per realizzare un sogno: creare vini di alta qualità. Arrivarono così circa dieci nuove aziende, portando non solo risorse, ma anche idee fresche e una nuova visione.
In questo clima nasce anche la storia di Casanova di Neri, quando nel 1971 Giovanni Neri acquistò un vecchio podere chiamato Casanova, oggi conosciuto in tutto il mondo come Casanova di Neri. Fin dall’inizio le decisioni sono state ambiziose e precise, guidate dal desiderio di produrre grandi vini rossi capaci di raccontare Montalcino.
L’acquisto di vigneti situati a diverse altitudini e con differenti caratteristiche pedoclimatiche ha permesso all’azienda di lavorare secondo un concetto fondamentale: la valorizzazione dei singoli terroir.
Oggi la cantina è guidata da Giacomo Neri e dai suoi figli, che continuano il percorso di crescita e miglioramento, portando avanti un importante progetto di modernizzazione della cantina.
Attualmente i vigneti sono sette, tutti situati in diverse aree della denominazione di Montalcino: Fiesole, Cerretalto, Collalli, Podernuovo, Pietradonice, Giovanni Neri e Cetine.
La loro diversità in otermini di terreno, esposizione, microclima ed età delle viti rappresenta la ricchezza stessa del territorio.
I vigneti – veri e propri cru – sono coltivati e vinificati separatamente, seguendo un approccio di micro-vinificazione.
Sei vigneti sono piantati a Sangiovese Grosso; l’eccezione è Pietradonice, vicino all’Abbazia di Sant’Antimo: un luogo ricco di antiche rocce di onice, da cui deriva il nome, ed è proprio qui che viene coltivato il Cabernet Sauvignon.
Le uve utilizzate per tutti i vini derivano da una selezione massale ricavata dallo storico vigneto di Cerretalto.
La produzione comprende quattro Brunello, due Rosso di Montalcino e Pietradonice Toscana IGT. Ognuno esprime un carattere unico e irripetibile del suo terroir.
E che dire della sala degustazione? Elegante, luminosa, raffinata. Spicca un meraviglioso bancone in onice che non è un semplice elemento estetico: è un richiamo diretto al vigneto Pietradonice e alla natura minerale di quel suolo antico.
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Vini assaggiati
Rosso di Montalcino 2023
Esplosivo, speziato, ricco di frutta rossa. In bocca rimane pieno e succoso.
Brunello di Montalcino 2020 – Etichetta Bianca
42 mesi in botte grande. Le uve provengono dalla magnifica vigna Cerretalto.
Brunello di Montalcino 2020 – Etichetta Bianca
Fermentazione con il 20% di grappolo intero, senza lieviti aggiunti.
Affinamento di circa 36 mesi. Un vino succoso, fresco e persistente, con frutta rossa croccante, tannini bilanciati e una fine sapidità.
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2020
Uve provenienti dal vigneto situato nel territorio sud-est di Montalcino.
Profumi di frutta matura, chiodi di garofano, erbe aromatiche, visciola e mora.
In bocca è ampio, dai tannini vellutati e fini, succoso ed equilibrato.
Affina 36 mesi in tonneaux francesi.
Brunello Giovanni Neri 2020
Aromi di sottobosco, funghi, arancia rossa. Tannini polverosi. Un vino straordinario ma ancora giovane: meriterà almeno 5 anni di attesa.
Brunello Cerretalto 2019
Un vino eccezionale: esplosivo, complesso, armonico e persistente, con un finale lungo e ricco di frutta. Note di frutta rossa, cioccolato e tabacco. In bocca è ampio, vibrante, vellutato, con tannini dalla trama sabbiosa.
Quando si parla di un robusto vino vermiglio, si fa riferimento a un rosso di grande corpo, struttura e intensità, con un colore vivo e profondo. Proprio come il Brunello di Montalcino, e proprio come i vini di Casanova di Neri.
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