A Montalcino esiste una realtà che rischia quasi di sfuggire agli occhi: L’Aietta, la cantina più piccola del territorio. Ma dietro le sue dimensioni ridotte c’è un sogno enorme, quello di Francesco Mulinari, che dal 2001 porta avanti con coraggio e determinazione il suo progetto di Brunello.
La prima vigna si trova a pochi passi dalla Fortezza, una parcella minuscola e sorprendente, terrazzata e allevata ad alberello. Poi ci sono le vigne sul versante Sud-Ovest, verso Castelnuovo dell’Abate, e la più giovane sul versante Nord-Est, vicino al Ponte degli Abeti, dove sta sorgendo anche la nuova cantina: più grande, più adatta alla qualità dei vini e al futuro dell’azienda.
Durante la visita ho assaggiato il Metodo Classico Brut Rosé 100% Sangiovese affinato in anfora, insieme al Rosato e ai vini dalle vasche: freschi, puliti, identitari. Ma ciò che davvero colpisce è la conversazione con Francesco: parlare di vitigni rari, progetti futuri, cavalli, esperienze, e il quotidiano impegno necessario per trasformare un sogno in una realtà concreta.
La visita a L’Aietta non è una degustazione tradizionale:
è un incontro umano, un’immersione nella vita di un giovane produttore che lavora ogni giorno con amore, visione e sacrificio.
E ogni sorso racconta questa storia.