Dietro ogni bottiglia di vino c’e una storia del produttore di vino

Alla Colonnara

Alla Colonnara: tra le nuove annate e la leggenda del Verdicchio.

 

Ogni anno torno alla Colonnara per un rito che si rinnova: l’assaggio delle nuove annate. È un viaggio nel cuore del Verdicchio, tra storia, identità e sorprendenti evoluzioni.

Ho cominciato con il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico “Stellaria” 2024, dell’azienda Boccafosca. Un naso tipicamente varietale: acacia, ginestra, sambuco. Ma è al sorso che si percepisce la vera anima del luogo: la sapidità e la mineralità tipiche dei Verdicchi di Cupramontana lo distinguono chiaramente da quelli prodotti nella zona di Jesi. È un vino che parla del territorio con immediatezza e autenticità.

Cuprese 2023 – La quintessenza del Verdicchio

Poi è arrivato lui, il grande classico: il Cuprese 2023. Un vino che non ha più bisogno di presentazioni. Eppure, riesce sempre a sorprendere. La sua capacità di invecchiamento è ormai nota: ho avuto la fortuna di assaggiare anche l’annata 1991, ancora in splendida forma. Un vero mito, un vino che ha fatto la storia della Colonnara, prodotto ininterrottamente dal 1985.

Per me, Cuprese è il simbolo del Verdicchio. È la sua forma più pura, la sua espressione più autentica. Un bianco che non lascia spazio a dubbi: fresco, sapido, minerale, con un finale leggermente amandorlato e una persistenza elegante. Il Verdicchio come dovrebbe essere — almeno secondo me.

Luigi Ghislieri – L’eleganza del Metodo Classico

A chiudere in bellezza, il Luigi Ghislieri Dosaggio Zero Metodo Classico Millesimato, dedicato allo storico presidente dell’azienda. Un Metodo Classico da Verdicchio in purezza, con circa 42 mesi sui lieviti.

Il Dosaggio Zero, secondo me, è la massima espressione dello spumante: lascia parlare il vitigno senza maschere. Al naso, crosta di pane, nocciole, mandorle tostate e una nota fine di tabacco bianco. Al palato, è fresco, secco, minerale, di grande equilibrio, con un finale lungo e pulito.

È uno spumante che conquista: un solo sorso non basta mai. Si beve con piacere autentico, quello che nasce dall’armonia tra tecnica, territorio e passione

Visitare la Colonnara è ogni volta un viaggio tra passato, presente e futuro del Verdicchio. Daipassato, presente e futuro.