Il vino è il condensato di un territorio, di una cultura, di uno stile di vita.
(Ernest Hemingway)
Quando sono tornata in memoria nella Valle di Aosta, me la ricordo solo i giorni solari, belli, nonostante che sicuramente non siano stati sempre i giorni belli. Ma la memoria serve così, tiene i ricordi selezionati.
In ogni caso, durante le mie visite al Maison Anselmet ed, in conseguenza, La Plantze i giorni erano belli e caldi . E mi la ricordo la piacevole passeggiata tra i campi e vigne, mentre ammiravo le montagne circostanti. Mi sembra che ancora adesso sentirei il profumo dei fiori , intorno di bell sorgente di acqua vicino della azienda.
Durante ogni mia visita ho assaggiato i vini di Giorgio Anselmet e poi anche di Henri Anselmet.
Entrando nella sala degustazione ho scoperto una esposizione degli vecchi utensili dei vignaioli dal passato. C’è un pezzo del pavimento che io passo ogni volta molto attenta,ho un po’ di paura , c’è un pezzettino del pavimento vetrato, tra quello è possibile fare un sguardo nella cantina, situata sotto. Bellissimo ed interessante.
Questa volta ho incontrato anche il vignaiolo più giovane, della quarta generazione, il piccolo figlio di Henri.
Renato Anselmet, Giorgio Anselmet e Henri Anselmet . La storia di ognuno è diversa, Renato Anselmet, il nonno di Henri era uno dei primi vignaioli che hanno coltivato i vitigni autoctoni valdostani.
Vorrei dire che entrambi , Giorgio,il figlio di Renato, e Henri Anselmet producono i vini diversi dai tipici vini valdostani della zona. Assaggiando i vini da loro, tu capisci che alcuni vini sono creati ispirati dal Borgogna, il barrique viene utilizzato spesso, e vengono coltivati alcuni vitigni famosi nella Francia, Viogner, Sauvignon, Pinot Noir, Merlot, Sauvignon Blanc.
La gamma di produzione di Maison Anselmet è più ampia, ma non c’è niente di strano, Giorgio Anselmet lavora già tanti anni. “Sono quello che fa il vino …” Tra quel ampia gamma di vini la maggior parte è creata ( preferisco sempre dire invece di fare, perché il vino è una opera di arte ) adoperare i vitigni autoctoni valdostani, ma non solo, per esempio ci sono anche tre interpretazione dello Chardonnay, dal versione se potevo spiegare in breve, affinata in acciaio, al versioni più elaborate.
10 ettari delle vigne situate Adret, si intende la sinistra orografica della valle stessa in dialetto patoise. Ma in realtà sono 64 parcelle, situate tra comune Avise e Chambabve.
Giorgio Anselmet dice “Esiste un legno giusto per ogni vino” , al tonneaux dal barique Borgognese , pièce.
Invece Henri Anselmet lavora in stile più moderno , operando con la anfora, la macerazione prolungata, alcuni vini vengono ispirati con Loira, per esempio eccellente vino Ferox , un Sauvignon Blanc in purezza , che mi piace molto.
O il uvaggio n di Viogner con Sauvignon, Al Mister . Macerazione sulle bucce 30 giorni , vinificazione e invecchiamento nella anfora 9 mesi . Dal primo annuso so sente la macerazione prolungata . I sentori della albicocca secca, pesca matura.
“Faccio il vino per conoscermi meglio“ il pensiero di Henri Anselmet.
La Plantze significa in dialetto patois “ il terazzemento “ , e infatti, le vigne in Valle D’Aosta, sono innalzate come le terrazze con la pendenza incredibile. Ci sono 6 ettari delle vigne ,le parcelle sono situati tra le commune Saint Pierre e Nus, circa 30 km di distanza. Non potrei nemmeno imaginare un giorno lavorativo. Una oretta qua, altra la, poi vai con la machina ad altro posto.
Eccoci elenco dei vini assaggiati.
El Teemp . Merlot 50%, Syrah 50 %. Il olfatto è pieno della frutta, mirtilli, fragole, ribes, mora, anche violette. Un altro vino al stile francese.
Nagòt. Petit Rouge 50%, Fumin 25%, Cornalin 10 %, Mayolet 10 %.
Dal primo annuso ho sentito Fumin, poi è apparso Cornalin, e finalmente è arrivato anche il riconoscimento del Mayolet. Il suo tocco delicato è presente nonostante della percentuale minore.
Il colore rosso rubino con riflessi granato.
Il olfatto ofre il ribes nero, mirtilli, cíleggia, fragola, pepe bianco, al fine il leggero tocco del cedro.
In bocca il vino si presenta ben strutturato, con tannini setosi e rotondi, sul finale è persistente, e il suo retrogusto rimanda a notte di frutta matura.
Torrette Superieur AOC, 2018. La Plantze di Henri Anselmet.
Petit Rouge 70%, Cornalin 20%, Fumin 10%.
Vigna situata al 700-750 s.l.m.
Barrique di secondo passaggio per 12 mesi.
Il colore rosso rubino brillante. Il olfatto splendido, frutti rossi, poi il sentori di tabacco, di spezie.
In bocca il vino è ben strutturato con tannini soffici, rotondi, sul finale è persistente e fruttato.
Ma torniamo al vini della ampia gamma di Giorgio Anselmet.
Il favoloso Broblan, Il Semel Pater, Il Prisonnier, il vino di Maison Anselmet che mi forse piace di più, e poi Balôs.
Il Semer Pater, un Pinot Noir par excellence, non posso dire di altro.
Il Prisonier , un uvaggio dei vitigni 40% Petit Rouge, 35% Cornalin, 20% Fumin, 5% Mayolet. Sento il amore uguale al Nagòt. Il uvaggio dei questi vitigni autoctoni e ogni volta molto interessante, Mayolet donna molto con la sua ampia gamma di profumi fruttati. La frutta rossa, un aroma del infuso di erbe di montagne.
Ogni volta, assaggiando il Broblan sono rimasta impressionata. Broblan ( Broblanc, Broblanc significa in dialetto patois il raspo bianco ) è un biotipo raro del Cornalin.
La prima azienda, almeno secondo di Ian D’Agata, che ha messo in commercio il vino creato del vitigno autoctono Cornalin in purezza, ma soprattutto che viene utilizzato rare Cornalin biotipo Broblan.
Broblan, Maison Anselmet, 2018. Questo vino è creato dal diversi biotipi di Cornalin.
In parcella Rogliat nella comune Saint-Pier è coltivata una selezione massale con tre biotipi, Corniola 5%, Cornalin 45%, Broblan 50%. La breve macerazione , poi la lenta fermentazione in vasche con la temperatura controllata. Il colore rosso rubino.
I profumi sono avvolgeni, con le classifiche note di amarena, di frutti rossi, ben definite ed un sottofondo delicato di erbe delle montagne.
Il gusto frutatto, il vino con la acidità media, secco ,caldo, morbido, chiude con il fine tannini integrati.
Balôs. La uva viene appassita sul graticci fino al gennaio , poi viene vinificata. I profumi esprimono la frutta candita, erbe, toni balsamici,di cardamomo . Un bel vino, da assaggiare assolutamente. Ma non viene prodotto ogni anno.
Visitare ed assaggiare i vini delle entrambe aziende è stato una grande esperienza, che conferma che ognuno produttore segue la sua visione e la sua maniera del interpretare il territorio e vitigni.