Castello Monsanto.
Un borgo dedicato a vino.
Indimenticabile .Quando sono arrivata ho cercato la porta di entrare, tutto sembrava chiuso è protetto. Ma poi ho trovato il posto incantevole.Qui la trovi una galleria sotterranea con il archivio delle storiche vechie annate . Lunga cca 300 metri scavato al mano al 1986 dal 1992. Migliaia di bottiglie archiviati.La umidità naturale grazie di alcune sorgente di aqua che gocciolando lentamente in buio nel posto silenzioso. Il silenzio assordante. La navata di cattedrale piena di vino. Qui si trovano nelle gabbie anche gli archivi storici dedicati da ogni uno membro di famiglia, ma anche un archivio storico commune delle annate vechie.
Qui si conservano le bottiglie del tutte annate del 1962, anno della prima vendemmia e della nascita del Cru Chianti Classico. Uno dei più grandi archivi del vino in Italia.La galleria è allegata alle cantine nuove e vecchie, ma anche le camere con gli archivi più importanti. Sessanta anni della storia, sessanta annate archiviate, tutto la, dorme con calma, nascosti nel buio.
Mi mancano le parole per descrivere. Resta un ricordo indimenticabile.
Ma torniamo al storia. Il castello fu iniziato costruire nel 1740 . Famiglia Bianchi proviene dal San Gimignano, ma in realtà Fabrizio Bianchi è nato al nord di Italia, in Gallarate. In anni sessanta la famiglia Bianchi ha acquistato il posto che hanno iniziato chiamare Monsanto.
C’è anche un anfiteatro in parco , visibile della grande sala di degustazioni.
In proprietà c’è sono quattro vigneti di Castello di Monsanto: il Poggio, il Scanni, il Mulino, il Salcio. Sono 72 ettari in totale, da quali 56 sono impiantati con il Sangiovese, poi la piccola quantità di Canaiolo e Colorino ed anche i vitigni internazionali Cabernet Sauvignon e Chardonnay.
Mi la ricordo la bellissima sala di degustazione situata nel parco , la giornata bellissima estiva ed io assaggiato i vini stupendi guardando al parco tra la porta aperta. Qui accanto alla fontana ha giocato il pastore tadesco, goduto la giornata di sole anche lui.
Uno dei posti dove assaggiare i vini è una sensazione complessa , i vini integrati nella bellezza del posto, del territorio.
Proseguiamo con i vini assaggiati.
Fabrizio Bianchi Chardonnay 2019. Dal 2004 vengono utilizzati anche i tonneaux per invecchiamento. 70% solo in acciaio, 30% in tonneaux per 6/7 mesi.Il vigneto Valdigallo. I profumi di floreali, ginestra, camomilla, pesca. Il vino corposo, strutturato, sapido con i tocco speziato.
Fabrizio Bianchi Rosato Sangioveto Igt Toscana 2019. I vigneti più giovani della azienda.12 h di macerazione. Il vino floreale,allegro, tiene la grande freschezza, un rosato strutturato.
Monsanto Chianti Classico DOCG 2018. Sangiovese 90%, fra Canaiolo, Colorino 10%. Per il invecchiamento vengono adoperati i botti grandi da 38 Hl, almeno per 12 mesi. Il colore rosso rubino intenso , i profumi di rosa, mora, ciliegie. Il vino caldo, di corpo, sapido, spezziato, la leggera nota di eucalipto.
Monsanto Chianti Classico DOCG Riserva 2017. Sangiovese 90%,fra Canaiolo, Colorino 10%. Invecchiamento in piccolo legno cca 18 mesi.Travasi ogni 6 mesi. Il colore rosso rubino profondo. Il vino fruttato, di corpo, strutturato, molto elegante.
Il Poggio Chianti Classico DOC Gran selezione 2016. La vigna Poggio, cca 45 ettari,è toccata dal sole tutto il giorno. Il nella vigna suolo è prevalentemente il galestro.Il colore rosso rubino profondo con i riflessi granato. Il olfatto ricco di frutta rossa, prugna, ciliegia, cioccolato,tabacco.
Il vino vellutato con i tannini setosi.
La prima annata quando il barrique è stato sostituito con i botti grandi.
Fabrizio Bianchi Sangiovese Grosso Igt Toscana 2016. Il Vigneto Scani . La singola vigna esposta al Sud-Ovest, pochino meno ventilata che la vigna Poggio. Sangiovese Grosso in purezza. Il colore rosso rubino intenso con i riflessi granato. Il olfatto ricco, la ciliegia, cioccolato, liquirizia e noti balsamici. Il vino molto elegante, armonico.