Dietro ogni bottiglia di vino c’e una storia del produttore di vino

Vitigni autoctoni marchigiani

Diario di viaggio, scoperte e curiosità, tra le dolci colline dell’Infinito leopardiano “

 

«La motivazione nobile invece è che il vino marchigiano ha quello che in Italia chiamamo genius loci. Ossia, i vini marchigiani sono scientificamente distinguibili, tipici e non sono riproducibili sul profilo sensoriale. Il vino marchigiano ha carattere, una Vernaccia di Serrapetrona, un Verdicchio di Matelica, una Lacrima di Morro d’Alba in mezzo a cento bianchi e cento rossi è assolutamente riconoscibile. Oggi il valore aggiunto di un vino è proprio questo: fare vini buoni e riconoscibili al tempo stesso.»

 

Roberto Potentini

 

Principali zone di produzione dei vini marchigiani

 

Nella regione Marche oggi troviamo 5 aree di  DOCG e 15 di  DOC. Al centro della regione, tra le province

di Ancona e Macerata, si trovano le zone di produzione vinicola di  maggior importanza. Nella provincia di Ancona, tra Jesi e Matelica abbiamo l’area di produzione per eccellenza del Verdicchio; sempre nell’entroterra della  provincia di Ancona, troviamo l’area di produzione della Lacrima di Morro d’Alba  mentre nell’area prospiciente il Mare Adriatico  abbiamo l’area di produzione del Rosso Conero. Nell’interno della provincia di Macerata, abbiamo  l’area del Comune di Serrapetrona conosciuta per la produzione di una particolare vernaccia autoctona che prende il nome dalla stessa località, la Vernaccia di Serrapetrona.

 

 

DOCG

 

  • Castelli di Jesi Verdicchio Riserva
  • Conero
  • Offida
  • Verdicchio di Matelica Riserva
  • Vernaccia di Serrapetrona

 

DOC

 

  • Bianchello del Metauro
  • Colli Maceratesi
  • Colli Pesaresi
  • Esino
  • Falerio
  • I Terreni di Sanseverino
  • Lacrima di Morro ďAlba
  • Pergola
  • Rosso Conero
  • Rosso Piceno
  • San Ginesio
  • Serrapetrona
  • Terre di Offida
  • Verdicchio dei Castelli di Jesi
  • Verdicchio di Matelica

 

 

 

 

Il vitigno autoctono bianco principale nella regione è il Verdicchio,  seguitò dal Pecorino, dalla Passerina, dal Biancame e dal Maceratino aka Ribona ). Altri vitigni della bacca bianca coltivati nella regione sono : il Trebbiano Toscano, la Malvasia Bianca di Candia e la  Malvasia Bianca Lunga.

 

Un altro vitigno bianco coltivato nella Marche é I’Incrocio Bruni 54, un vitigno creato nel 1936 dal Prof. Bruni, incrocio tra la varietà Sauvignon con il Verdicchio. Anche questo vitigno viene coltivato prevalentemente nell’area tra le provincie di Ancona e Macerata. Il profumo di questo vino fa ricordare il Sauvignon Blanc con note di fiori bianchi, del frutto della passione e del melone.

 

Il Verdicchio, come già detto,  è coltivato soprattutto nell’entroterra della provincia di Ancona, tra le città di Jesi e di Matelica dove sono allocate le due DOC e DOCG per le Riserve. Il Verdicchio viene vinificato anche come spumante e come passito.

 

Il Verdicchio Bianco ha colore paglierino tenue, odore delicato fruttato e floreale, note di ginestra, biancospino, pesca, mela verde, con retrogusto gradevolmente amarognolo,nella bocca con ottimo equilibrio di acidità, sapidità e alcool.

 

Di solito il Verdicchio di Matelica offre l’acidità più alta, il vino è più corposo, più minerale e con il livello di alcool più alto di quello dei Castelli di Jesi ( tipicamente più leggero e più fruttato ).

 

I vini con denominazione Passerina, sono invece più minerali, con aromi agrumati, di frutta tropicale e floreali.

 

Il vitigno Pecorino è diffuso soprattutto nella provincia di Ascoli Piceno. Il Pecorino in purezza dà un vino molto corposo, con aromi agrumati, di pesca, di fiori bianchi e di erbe.

 

I principali vitigni a bacca nera della regione,  sono la Lacrima  e la Vernaccia Nera, entrambi autoctoni, ma sono anche presenti il Montepulciano, il Sangiovese e l’Aleatico.

 

Il vitigno Lacrima , diffuso nell’entroterra della provincia di Ancona, dà un vino di colore rosso rubino molto  scuro, con aromi molto intensi di rosa, di viola, di more, note speziate di cannella, di noce moscata, di cacao ed amarena, con palato asciutto.

 

L’altro vitigno raro e pregiato è la Vernaccia Nera, coltivato nell’area del Comune di Serrapetrona, in provincia di Macerata. La Vernaccia Nera essendo prodotta in quantitativi molto limitati, è molto pregiata. I vini  ottenuti delle sue uve portano all’olfatto aromi di  more, di ribes nero, dell’ amarena, della rosa e dei  chiodi di garofano.

 

La caratteristica principale del DOCG Vernaccia di Serrapetrona è data dalle tre fermentazioni. Tra l’ultima settimana di settembre e la prima settimana di ottobre si vendemmiano le uve per il vino di base, mentre la Vernaccia Nera è raccolta per ultima e fatta poi appassire ( il 40% delle uve devono essere appassite, mentre  la percentuale  di uve di Vernaccia Nera dovrebbero essere 85% minimo ). Verso la metà di gennaio, la Vernaccia Nera è sottoposta a pigiatura e fermentazione, alla fine della quale è pronta per produrre il vino di base che fa poi ripartire,  la terza fermentazione.

 

 

Il vitigno Montepulciano viene utilizzato in regione, per produrre il DOC Rosso Conero e il DOCG Conero nell’area protetta del Parco naturale del Conero, in provincia di Ancona.

Lo stesso vitigno viene anche utilizzato per  il DOC  Offida Rosso e il ben più celebre  Rosso Piceno, entrambi prodotti nell’area della provincia di Ascoli Piceno. I vini ottenuti da questo vitigno hanno profumi di frutta rossa, di ribes, lampone, amarena e di varie  erbe.  In generale la prima sensazione offerta dal Montepulciano,  può essere rustico e animalesco, ma se opportunamente  affinato al legno delle botti,  si ammorbidisce ed il gusto diventa avvolgente, lungo e  caldo.

 

Ma ora basta con la teoria e diamo inizio alla visita delle cantine di produzione.