Dietro ogni bottiglia di vino c’e una storia del produttore di vino

Colonnara

„Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione”

 Publius Ovidius Naso

 

 

La “Cantina Colonnara “ nasce nel 1959 per iniziativa di 19 viticoltori di Cupramontana (Comune situato nel cuore della zona classica di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi) mentre  oggi, conta 190 soci, con vigneti che si estendono per 160 ettari, nei quali si producono Verdicchio dei Castelli di JesiLacrima di Morro d’AlbaRosso PicenoMarche Rosso IGT e Marche Bianco IGT.

 

Ubaldo Rosi ,amministratore dei duchi di Leuchtenberg, nel anni 1843-1847 dimorò a Jesi, in qui fecce i primi esperimenti di spumantizzazione “alla maniera del vero champagne“. Così nacque il Metodo classico da uve Verdicchio.

 

La storia della Cantina Colonnara e inseparabilmente connessa con il nome dello primo Presidente della cantina il Presidente Luigi Ghislieri e l’enologo Carlo Pigini Campanari, che hanno portato la qualità della produzione dei vini ad altro livello,e tra i primi hanno  intuito le potenzialità dello spumante da monovitigno autoctono di Verdicchio.

Sviluppando  una tradizione locale di spumantizzazione dei vini  a Cupramontana al inizio del Novecento, nel 1970 Luigi Ghislieri, decise di avviare la produzione di spumanti con il metodo Martinotti.

Per merito della conoscenza profonda delle caratteristiche dei vigneti e dei vini della cantina Colonnara , hanno portato questo vino al nuovo livello di qualità .

Negli anni ’80 sono stati grandi cambiamenti nella  cantina Colonnara, sono nati i vini e spumanti da invecchiamento ed  anche   il Metodo Classico del Verdicchio.

Per questo motivo è stata presa la decisione di costruire la cantina di invechiamento  e conseguente nel  1989 è stata inoltre edificata ed aggiunta il particolare sala di invecchiamento dove   in completa assenza di luce, con  la  temperatura costante intorno ai 14-16 °C, la giusta umidità e  l’assenza di rumori e vibrazioni  cca 100 000 bottiglie  di spumanti Metodo Classico Colonnara , riposano nel silenzio e nella penombra della   cantina d’invecchiamento.

 

Questa sala di invecchiamento assomiglia ad una grande sala per concerti, ed infatti, come mi ha spiegato Daniela Sorana, coordinatore generale dell’Azienda  , che  gentilmente mi ha accompagnato nella visita , a Settembre dello anno 2019 proprio in questa sede è stato organizzato un suggestivo evento concertistico denominato “Wine opera”, dove importanti concertisti hanno suonato interpretando opere di Mozart, Rossini, Donizetti, Verdi, Gounod ed altri grandi compositori.

 

 

Colonnara è stata fra le prime cantine a vinificare il Verdicchio con le bollicine e ad oggi produce e commercializza in Italia e nel mondo ben 350 mila bottiglie di spumanti . Qui viene lavorato lo Spumante Metodo Classico e lo Spumante Metodo Charmat.

 

Altra particolarità che desidero sottolineare è  che spumante per lo Spumante Metodo Classico tutte le fasi di produzione come il  Remuage ( il scuotimento ) , o Degorgement ( la sboccatura  ) sono ancora fatte a mano.

 

 

Per essendo amante delle bollicine in generale , in particolare preferisco le bollicine  dei vitigni autoctoni , che hanno carattere diverso da quelli internazionali quindi sono sempre alla loro ricerca.

 

La “ Cantina Colonnara”  offre quattro  diversi  tipi di spumanti .   É mio pensiero che  ogni persona che  inizia un percorso di avvicinamento e di conoscenza agli spumanti deve per forza conoscere, entrare in contatto ed assaporare ogni  metodo di  produzione. Ognuno  di questi  spumanti offre  una  proprio  sensazione, dall’esperienza si comprende l’influenza del lavoro, e del prodotto più elaborato.

 

Il primo e “Cuvée Tradition”, Spumante Metodo Martinotti Verdichio DOC Biologico, offre sentori delicati floreali, dell’acaccia, della ginestra , della pesca e della mandorla.

Il secondo è Vino Spumante Brut Metodo Martinotti ( Verdicchio e Trebbiano ), offre sempre un profumo delicato, floreale e fruttato, sentori di pesca e di  mandorle .

Ho assaggiato anche Luigi Ghislieri Brut Metodo Classico Verdicchio DOC Biologico, un assemblaggio affinato tra 24 ed i 30 mesi sui  lieviti, con il suo profumo di crosta di pane, di nocciole, di mandorle, della frutta, alla  bocca  è molto piacevole .

Brut Ubaldo Rossi Metodo Classico Riserva, che matura sui lieviti per 50 mesi, con il  profumo molto fresco, intenso,elegante , accenni alla crosta di pane e ai fiori di mandorla. Al palato buona freschezza e piacevole acidità  che deterge delicamente il palato. Grande complessità, vino di corpo, equilibrato, persistente ed elegante .

 

Descrivendo le mie personali impressioni, devo dire di aver molto piaciuto il “Cuvée Tradition” e il “ Luigi Ghislieri” , ma  l’amore per un gusto assoluto è “Brut Ubaldo Rossi Riserva”. Avevo una esperienza  indimenticabile, avendo assaggiato la annata 2009, e devo affermare che ho compreso  la differenza.Ogni anno di più dona al questo grande spumante livelli indivescribilli.

 

 

Altri vini da non dimenticare sono il  fenomenale” Cuprese” , il vino servito come  ispirazione per altri produttori dello Verdichio, di “Tufico”  o “Lyricus Rosso Piceno”.

Il “Cuprese”, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore Biologico, prodotto dal 1985. Questo vino è una quintessenza dell Verdicchio, fruttano e floreale, alla fine sentore di pietra focaia. Vino franco, stretto, minerale, sapido, con il retrogusto amaro.

 

Il “Tùfico” , Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG,  coltivato in un unico grande vigneto in territorio di Cupramontana.Fruttato e floreale , sentori di pesca, nocciola, mimosa, ginestra e tiglio, alla fine pietra focaia. Secco, morbido, sapido, minerale, con lunga persistenza .

 

 

Un’ altra particolare ed interessante caratteristica della “Cantina Colonnara”, è la presenza della torre vinaria, che oggi, oltre ad essere simbolo della cantina  è divenuto anche un simbolo della stessa  città Cupramontana.

“Fu progettata nel 1961 su disegno dell’Ing. Luigi Spinolo di Piacenza il cui brevetto però era dell’enotecnico Emilio Sernagiotto e dell’Ing. P. Marchino.

La struttura è costituita da un sistema di vasche comunicanti che sfruttano la forza di gravità per far scendere il vino dalle vasche superiori a quelle inferiori, limitando così l’uso di pompe idrauliche. Il cemento vetrificato con cui sono realizzate le vasche è particolarmente idoneo alla conservazione del vino, per la sua capacità di mantenere costante la temperatura al suo interno ed è un materiale oggi molto rivalutato in ambito enologico.

La parte inferiore della torre è utilizzata ancora oggi per alcune fasi della vinificazione.”

 

Con questa ultima immagine lasciamo la “Cantina Colonnara” con i suoi spumanti meravigliosi è proseguiamo nel viaggio alla scoperta dei vini e delle cantine della Regione Marche  …